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GENERALITA' SULLA BIOLOGIA DEGLI SQUALI [1]


I Pesci si dividono in Pesci ossei e Pesci cartilaginei, a seconda che abbiano uno scheletro costituito di tessuto osseo o cartilagineo. I Pesci cartilaginei costituiscono la Classe Condritti, che si divide in due Sottoclassi: Elasmobranchi (squali e razze) e Olocefali (chimere). Gli squali, detti anche Selaci, sono distinguibili dai Pesci Ossei già ad un rapido esame dei caratteri esterni: la bocca è posta solitamente in posizione ventrale, le branchie non sono sono protette dalla lamina ossea chiamata opercolo propria dei Pesci Ossei, e i raggi che sostengono le pinne non sono visibili esternamente.
Quasi 500 specie di squali sono attualmente note. Le prime forme di squali fossili rinvenute datano circa 425 milioni di anni fa, ma da 100 milioni di anni fa ai giorni nostri questi Pesci hanno subito solo cambiamenti evolutivi marginali, perché già da allora erano magnificamente adattati alla vita di predatori marini. Lo scheletro cartilagineo di questi animali assai raramente si è conservato allo stato fossile, ma sono estremamente abbondanti i denti fossili di squali.
Solitamente gli squali sono forniti delle seguenti pinne, diverse per forma e posizione: un paio di pinne pettorali, un paio di pinne pelviche, due pinne dorsali (prima e seconda pinna dorsale), una pinna anale ed una pinna caudale (avente un lobo superiore ed un lobo inferiore). Nel nuoto le pinne esplicano funzioni differenti: pinne pettorali e pelviche sostengono e stabilizzano, dorsali e anale stabilizzano, caudale fornisce la propulsione. Solitamente il lobo superiore della pinna caudale è più sviluppato dell'inferiore e durante il nuoto la parte anteriore del corpo riceve una spinta verso il basso, controbilanciata dalla forma della testa, che si presenta depressa dorso-ventralmente, e dalle pinne pettorali disposte orizzontalmente. Davanti alle pinne dorsali in alcune specie vi è una spina con funzione di arma difensiva. Il peduncolo caudale, la sottile parte del corpo che precede la pinna caudale, si può presentare espanso lateralmente a formare delle carene caudali, e può avere inoltre nelle parti superiore ed inferiore delle fossette precaudali, entrambi caratteri che aumentano l'idrodinamicità. Nello spazio tra la prima e la seconda pinna dorsale può essere presente una cresta interdorsale, leggero rialzo del dorso.
Quasi sempre la bocca è ventrale. In molte specie dagli angoli della bocca si dipartono due solchi labiali, superiori e inferiori. I denti hanno forma diversa a seconda dell'alimentazione della specie, e costituiscono un importante carattere diagnostico. Vi sono 3 forme base di dente: largo con bordi seghettati (atto a tagliare), stretto e allungato (atto a strappare), piatto (atto a triturare). Il dente presenta una cuspide principale e spesso delle cuspidi secondarie, più piccole. La forma del dente presenta differenze anche rilevanti in dipendenza dell'età. I denti sono disposti su diverse file, ma solitamente solo le prime due sono funzionali: i denti degli squali sono lassamente fissati alla mascella, si staccano di frequente e vengono sostituiti da quelli della fila successiva. La pelle degli squali è ricoperta da denticoli dermici (scaglie placoidi), di dimensioni e forma diverse a seconda della specie; tali scaglie hanno funzione protettiva e idrodinamica, e rendono la pelle dura e ruvida.
Le fessure branchiali, sono solitamente 5 paia, poste presso le attaccature anteriori delle pinne pettorali e aventi dimensioni da piccolissime a molto ampie in relazione alle abitudini di vita della specie. Le branchie hanno funzione respiratoria: l'acqua entra nella bocca dello squalo, e quando poi fuoriesce dalle fessure branchiali, sulle branchie, che sono fortemente vascolarizzate, hanno luogo gli scambi gassosi, ossìa assunzione di ossigeno e rilascio di anidride carbonica.
In moltissimi squali, posta davanti alle branchie vi è un'apertura, detta spiracolo, anch'essa connessa alla respirazione: quando l'animale è fermo sul fondo con la bocca a contatto col sedimento l'acqua può entrare e fluire verso le branchie più agevolmente che dalla bocca. Di conseguenza lo spiracolo è più sviluppato nelle specie bentoniche (che vivono in stretta relazione col fondo), mentre è assente o ridotto nelle specie pelagiche (che vivono in acque aperte, non strettamente legate ai fondali).

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